ORA IL GOVERNO COLPISCE LA CORTE DEI CONTI



Quando la classe politica tutela solo se stessa
Approfittando della pausa natalizia, il Parlamento ha appena approvato una riforma della Corte dei conti che indebolisce la funzione di controllo della magistratura contabile e introduce un nuovo scudo a tutela della classe politica.
Una modifica destinata a premiare politici e amministratori disinvolti nella gestione della finanza pubblica, mentre penalizza chi opera con rigore, responsabilità e nell’esclusivo interesse della collettività. A pagarne le conseguenze, come troppo spesso accade, saranno ancora una volta i cittadini.
Nel corso degli anni di impegno su questi temi ci siamo più volte imbattuti in provvedimenti che hanno già arrecato, o rischiano di arrecare, gravi danni alla finanza pubblica. Da oggi, con questa riforma approvata nonostante i rilievi della Procura Generale, delle Sezioni Riunite della Corte e dell'Associazione Magistrati Corte dei conti, questa battaglia diventa ancora più difficile.
Proprio per questo il dovere della buona politica è chiaro: rafforzare l’impegno, vigilare con maggiore determinazione, promuovere in tutte le sedi una rinnovata cultura della legalità. Senza controlli indipendenti non c’è buon uso delle risorse pubbliche e senza responsabilità non può esserci una democrazia funzionante.