RINCARI AUTOSTRADALI E POLITICANTI BUONI A NULLA



La Lega, Salvini e il paradosso delle autostrade

Partiamo da un fatto concreto. Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti ha recentemente contribuito all’approvazione del Piano Economico Finanziario di Pedemontana, che prevede incrementi tariffari del 3,5% all’anno.

Aumenti che si innestano su pedaggi già elevatissimi: quasi 20 euro per percorrere la tratta Lentate-Agrate, a meno di 50 km di distanza. Il tutto è stato formalizzato con la Delibera del Comitato Interministeriale del 24 maggio 2024, un documento pubblico che abbiamo già diffuso nei mesi scorsi.

Oggi, però, i giornali riportano le dichiarazioni del Ministro Salvini, intento a scaricare sulla Corte Costituzionale la responsabilità di un aumento tariffario dell’1,5%, che dal primo gennaio riguarderà molte autostrade italiane.

La contraddizione è evidente: da un lato si promuovono pedaggi salatissimi e si approvano rincari ben più pesanti; dall’altro ci si atteggia a difensori degli automobilisti. Una doppia narrazione che non è frutto di distrazione, ma di cattiva fede. I cittadini pagano, mentre chi governa finge di non avere responsabilità.